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Macchine autonome e scrittura: la mia scoperta dell’America


Fino al 2014 non avevo mai pensato di essere una persona che avrebbe mai lasciato l’Italia.


Sono nata e cresciuta in provincia di Brescia e mi sono trasferita a Milano per studiare

Ingegneria Elettronica al Politecnico. Avevo pianificato il resto della mia vita in quella città che adoro e rimane sempre il posto migliore in cui io abbia vissuto.


Non ero mai stata attratta dalle esperienze all’estero, che erano diventate sempre più popolari durante i miei anni all’università. Non ho fatto l’Erasmus e non ho passato un periodo all’estero durante il mio dottorato, come la maggior parte dei miei compagni.


Amavo l’Italia — la amo tuttora — forse anche di più delle persone che vi sono rimaste.


È stato solo durante il mio ultimo anno di dottorato che ho iniziato a guardare fuori dal mio

microcosmo che era la vita universitaria e mi sono resa conto che, per un ingegnere elettronico, ci sono pochi posti al mondo in grado di offrire le stesse opportunità lavorative della Silicon Valley.


Due mesi dopo aver fatto la prima applicazione avevo un contratto a tempo indeterminato in Apple e, nell’ottobre del 2015, mi sono trasferita a San Francisco.


Devo ammettere che la mia più grande difficoltà dei primi mesi negli Stati Uniti è stata la lingua. Dover esprimere concetti complessi ed essere convincente nel farlo con un lessico limitato mi rendeva meno efficace di quanto avrei voluto. Per questo motivo ho deciso di combinare


il mio bisogno di migliorare il mio inglese a una grande passione che ho avuto sin da bambina: la scrittura.


Ho seguito diversi corsi in scuole a San Francisco, a Berkeley e Mountain View, dove vivo

attualmente. Già dalle prime lezioni, l’idea di scrivere un romanzo era diventata sempre più

concreta. Avevo diverse idee, tutte legate all’immigrazione e alle donne. È così che ha preso forma il mio primo romanzo Followives, che racconta le storie intrecciate di donne italiane che hanno seguito l’amore in California.


Questo progetto mi ha consentito di prendere due piccioni con una fava: ore e ore di scrittura consultando Google Translate ogni trenta secondi mi hanno fatto imparare vocaboli nuovi e mi hanno costretta a cercare costrutti più complessi di quelli che, per pigrizia, utilizzavo nelle mie conversazioni lavorative.


Nel frattempo la mia carriera lavorativa è proseguita e, nel 2019, ho lasciato Apple per lavorare a Zoox, una startup che si occupa dello sviluppo di macchine autonome, recentemente acquisita da Amazon. Sono rimasta a Zoox per un anno e ora lavoro nell’azienda concorrente, Cruise.


Non avrei mai pensato di cambiare tre lavori in meno di cinque anni!


L’ambito dei veicoli autonomi mi è un po’ capitato — il mio dottorato era su applicazioni

mediche — ma mi appassiona moltissimo perché è una tecnologia non ancora matura e fa

incontrare un settore come l’automotive dove l’innovazione è lenta al passo forsennato

dell’elettronica consumer.


Nonostante sia un campo tradizionalmente maschile, in questi ultimi anni ho visto un interesse crescente nel ruolo della donna e sono sempre stata attiva nel promuovere iniziative per appianare le differenze di genere che ancora esistono nel mondo del lavoro.


Non ho mai smesso di scrivere ed è la mia salvezza in questo periodo di lavoro da casa. Mi dà una motivazione per stabilire dei confini netti tra il lavoro da ingegnere e i miei altri interessi. Sia la mia esperienza lavorativa da ingegnere che quella di scrittrice mi hanno fatto imparare una cosa: il potere del networking, un termine che prima di trasferirmi negli Stati Uniti mi stava un po’ antipatico.


Invece è il motivo principale per cui ho un lavoro che amo e per cui qualcuno al di fuori della mia famiglia ha comprato il mio libro.


Per questo credo nel progetto Rete Rosa e spero di trovare un ambiente in cui ci si possa

aiutare a vicenda fatto di persone di cui ci si possa fidare.


Sia che tu sia interessata a lavorare nell’ambito delle macchine autonome o all’esperienza di

scrivere un libro, non esitare a contattarmi su LinkedIn o sul mio sito www.ireneperali.com

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